Lo studio del fenomeno, svoltosi nella città di Bukavu (Repubblica Democratica del Congo) nel mese di maggio (2013), si è realizzato attraverso: a) l’analisi dei dossier relativi alle situazioni delle bambine/i accusate di stregoneria inserite in quella che è la principale casa di accoglienza del Sud-Kivu, il Foyer Ek’Abana a Bukavu. I dossier consultati sono relativi ai casi registrati nel periodo dall’apertura del Foyer nel 2002, a maggio 2013, periodo di presenza nella struttura per la ricerca. Più di 300 i casi analizzati, con lo scopo di individuare i motivi dell’accusa e la composizione familiare dei bambini e delle bambine accusate; b) l’analisi dei contenuti del programma radio “Programme de lutte et de prévention contre les accusations de sorcellerie portées aux enfants et personnes vulnérables”, il cui obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione locale con lo scopo di contrastare e prevenire le accuse di stregoneria; c) lo svolgimento di interviste a testimoni privilegiati: responsabili e collaboratori della casa di accoglienza. L’analisi delle ragioni a base dell’accusa e dei contesti familiari, ha evidenziato come spesso, in particolare quando a incolpare il bambino di stregoneria è qualche componente della famiglia (gli altri accusatori rilevati sono: il quartiere/comunità e le camere di preghiera), l’accusa sorge in contesti di disoccupazione, povertà, ma anche divorzio, secondo matrimonio o regime matrimoniale poligamico, evidenziandosi in queste ultime situazioni una non accettazione dei figli dell’unione precedente. Sembra pertanto che oggi, in aggiunta alle motivazioni dettate da credenze, all’origine dell’incremento dei casi vi siano ragioni legate alla profonda crisi che il Paese sta attraversando in ordine alla situazione economica, ma anche sociale e familiare, e tale contesto sarebbe alle radici della “strumentalizzazione” dell’accusa di stregoneria quale “giusta” (senza conseguenze sociali e comunitarie) motivazione all’abbandono dei bambini e delle bambine.

Il fenomeno delle streghe bambine a Bukavu - in Sud – Kivu (RDC). L’analisi dei casi diaccusa in ambito familiare, 2013-11.

Il fenomeno delle streghe bambine a Bukavu - in Sud – Kivu (RDC). L’analisi dei casi di accusa in ambito familiare

Ghiringhelli, Barbara
2013-11

Abstract

Lo studio del fenomeno, svoltosi nella città di Bukavu (Repubblica Democratica del Congo) nel mese di maggio (2013), si è realizzato attraverso: a) l’analisi dei dossier relativi alle situazioni delle bambine/i accusate di stregoneria inserite in quella che è la principale casa di accoglienza del Sud-Kivu, il Foyer Ek’Abana a Bukavu. I dossier consultati sono relativi ai casi registrati nel periodo dall’apertura del Foyer nel 2002, a maggio 2013, periodo di presenza nella struttura per la ricerca. Più di 300 i casi analizzati, con lo scopo di individuare i motivi dell’accusa e la composizione familiare dei bambini e delle bambine accusate; b) l’analisi dei contenuti del programma radio “Programme de lutte et de prévention contre les accusations de sorcellerie portées aux enfants et personnes vulnérables”, il cui obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione locale con lo scopo di contrastare e prevenire le accuse di stregoneria; c) lo svolgimento di interviste a testimoni privilegiati: responsabili e collaboratori della casa di accoglienza. L’analisi delle ragioni a base dell’accusa e dei contesti familiari, ha evidenziato come spesso, in particolare quando a incolpare il bambino di stregoneria è qualche componente della famiglia (gli altri accusatori rilevati sono: il quartiere/comunità e le camere di preghiera), l’accusa sorge in contesti di disoccupazione, povertà, ma anche divorzio, secondo matrimonio o regime matrimoniale poligamico, evidenziandosi in queste ultime situazioni una non accettazione dei figli dell’unione precedente. Sembra pertanto che oggi, in aggiunta alle motivazioni dettate da credenze, all’origine dell’incremento dei casi vi siano ragioni legate alla profonda crisi che il Paese sta attraversando in ordine alla situazione economica, ma anche sociale e familiare, e tale contesto sarebbe alle radici della “strumentalizzazione” dell’accusa di stregoneria quale “giusta” (senza conseguenze sociali e comunitarie) motivazione all’abbandono dei bambini e delle bambine.
Stregoneria; Infanzia; Violenza; Repubblica Democratica del Congo
Il fenomeno delle streghe bambine a Bukavu - in Sud – Kivu (RDC). L’analisi dei casi diaccusa in ambito familiare, 2013-11.
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