Il saggio analizza il tema della “carne” nell’arte bizantina attraverso due soggetti principali: il corpo umano nudo (soprattutto Adamo ed Eva) e la preda animale nelle scene di caccia. In particolare, vengono esaminati alcuni preziosi cofanetti in avorio e osso prodotti tra XI e XII secolo, nei quali immagini bibliche e scene profane convivono. Il cofanetto di Reims (Costantinopoli? XI o XII secolo), per esempio, accosta – se la combinazione non è risultato di un intervento successivo – la storia di Adamo ed Eva alla rappresentazione di cacciatori e guerrieri, suggerendo un legame simbolico tra la perdita del Paradiso, la caccia e la lotta umana. Nella cultura bizantina, la caccia non era soltanto un’attività dedicata al rifornimento alimentare, ma anche un simbolo di potere, virtù militare e preparazione alla guerra, tema confermato da diverse fonti letterarie bizantine. In estrema sintesi, il contributo evidenzia come l’arte bizantina trasformi la “carne” in un concetto culturale complesso: corpo umano, animale da cacciare, simbolo religioso e metafora del potere si intrecciano in immagini che riflettono la visione del mondo medievale bizantino.
Quando la carne si fa arte nella tradizione bizantina: nudi biblici e scene di caccia su alcuni cofanetti in avorio e osso, 2026.
Quando la carne si fa arte nella tradizione bizantina: nudi biblici e scene di caccia su alcuni cofanetti in avorio e osso
Moretti, Simona
2026-01-01
Abstract
Il saggio analizza il tema della “carne” nell’arte bizantina attraverso due soggetti principali: il corpo umano nudo (soprattutto Adamo ed Eva) e la preda animale nelle scene di caccia. In particolare, vengono esaminati alcuni preziosi cofanetti in avorio e osso prodotti tra XI e XII secolo, nei quali immagini bibliche e scene profane convivono. Il cofanetto di Reims (Costantinopoli? XI o XII secolo), per esempio, accosta – se la combinazione non è risultato di un intervento successivo – la storia di Adamo ed Eva alla rappresentazione di cacciatori e guerrieri, suggerendo un legame simbolico tra la perdita del Paradiso, la caccia e la lotta umana. Nella cultura bizantina, la caccia non era soltanto un’attività dedicata al rifornimento alimentare, ma anche un simbolo di potere, virtù militare e preparazione alla guerra, tema confermato da diverse fonti letterarie bizantine. In estrema sintesi, il contributo evidenzia come l’arte bizantina trasformi la “carne” in un concetto culturale complesso: corpo umano, animale da cacciare, simbolo religioso e metafora del potere si intrecciano in immagini che riflettono la visione del mondo medievale bizantino.| File | Dimensione | Formato | |
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