L’intervento vuole mettere in evidenza le affinità delle concezioni teatrali di Paolo Grassi ma anche le differenze con quelle di Jean Villar, facendo leva maggiormente sull’idea di teatro così come compare negli scritti teorici di Paolo Grassi, a partire dall’indomani della fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia mostra una situazione teatrale (e sociale) molto differente da quella francese. Il nuovo tipo di teatro a cui pensa Grassi s’ispira al concetto di servizio pubblico e s’incarna nella attuazione del Piccolo Teatro di Milano. Contrario alla messa in scena di spettacoli stereotipati, considerati inutili per il pubblico, Grassi intravede una nuova funzione del teatro che trova il suo antecedente nel pensiero gramsciano, già a partire dal 1946 e che lo porta a considerare la politica dei prezzi, ma anche la funzione delle autorità amministrative, soprattutto locali. Questo anche a distanza di anni dal debutto del Piccolo. Infatti nel corso degli anni Sessanta, Grassi mosso dai nuovi fermenti sociali progetta il decentramento del Piccolo che porterà all’istituzione del Teatro Quartiere e a intensificare i rapporti con le scuole, le fabbriche e le aziende, anche attraverso dibattiti e tavole rotonde. In definitiva Grassi qualche anno prima di Vilar, giunge a concepire il teatro come servizio pubblico per tutti ma attenua la componente sociologica più propria di Vilar, che al contrario si muove verso una critica totale del sistema teatrale allora dominante.

Paolo Grassi e Jean Vilar: il coraggio del teatro, 2012-10.

Paolo Grassi e Jean Vilar: il coraggio del teatro

Garavaglia, Valentina
2012-10

Abstract

L’intervento vuole mettere in evidenza le affinità delle concezioni teatrali di Paolo Grassi ma anche le differenze con quelle di Jean Villar, facendo leva maggiormente sull’idea di teatro così come compare negli scritti teorici di Paolo Grassi, a partire dall’indomani della fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia mostra una situazione teatrale (e sociale) molto differente da quella francese. Il nuovo tipo di teatro a cui pensa Grassi s’ispira al concetto di servizio pubblico e s’incarna nella attuazione del Piccolo Teatro di Milano. Contrario alla messa in scena di spettacoli stereotipati, considerati inutili per il pubblico, Grassi intravede una nuova funzione del teatro che trova il suo antecedente nel pensiero gramsciano, già a partire dal 1946 e che lo porta a considerare la politica dei prezzi, ma anche la funzione delle autorità amministrative, soprattutto locali. Questo anche a distanza di anni dal debutto del Piccolo. Infatti nel corso degli anni Sessanta, Grassi mosso dai nuovi fermenti sociali progetta il decentramento del Piccolo che porterà all’istituzione del Teatro Quartiere e a intensificare i rapporti con le scuole, le fabbriche e le aziende, anche attraverso dibattiti e tavole rotonde. In definitiva Grassi qualche anno prima di Vilar, giunge a concepire il teatro come servizio pubblico per tutti ma attenua la componente sociologica più propria di Vilar, che al contrario si muove verso una critica totale del sistema teatrale allora dominante.
Paolo Grassi; Jean Villar; teatro dalla fine della seconda guerra mondiale; teatro inteso come servizio pubblico; Piccolo Teatro di Milano; nuova funzione del teatro; intellettuale organico gramsciano;decentramento teatrale; Milano Teatro Quartiere.
Paolo Grassi e Jean Vilar: il coraggio del teatro, 2012-10.
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