In the twentieth century the theme of the double is used as a means to investigate the human psyche. A mark of the misunderstanding of the reality is also the use of the names of the characters in the stories, that sometimes are identical, sometimes give rise to changes from the original to his avatar following modifications which can be classified as addition, substitution, transformation. The meetings with machines that duplicate humans (Primo Levi), revenants who penetrate the soul of children (Savinio), childhood dreams that materialize (Buzzati) offer a plethora of designations which appear similar but not identical to the original and which give rise to grotesque and distressing situations.

Fin dalle età più remote l’idea di uguale e diverso, metafora del doppio, è racchiusa nella mente dell’individuo e nelle letterature di ogni tempo e luogo si assiste a una pluralità di voci che tratta dell’altro da sé. Nel Novecento il tema del doppio è assunto come modalità per indagare la psiche umana, per studiare le lacerazioni interiori dell’uomo moderno, per studiare le smagliature della coscienza e per mostrare i diversi approcci che l’uomo può mettere in atto durante l’incontro con l’altro da sé. L'immaginario letterario della modernità offre quindi un vastissimo campionario di sdoppiamenti, sosia, figure intente a problematizzare l'unità psichica dell'individuo (con la scoperta della possibilità di clonazione il tema è di dirompente attualità). Tra le altre, spia del fraintendimento della realtà è l’uso dei nomi dei personaggi dei racconti che a volte si propongono identici, a volte danno vita a mutamenti tra l’originale e il suo avatar secondo modificazioni classificabili come addizione (la copia si distingue dall’originale per l’aggiunta di un numero), sostituzione (al nome vengono aggiunti parti del discorso che connotano la differenza tra le parti), trasformazione (la copia si distacca totalmente dall’originale tramite nome diverso). Sdoppiamenti, scissioni, trasformazioni della persona mettono in crisi l’idea unitaria dell’io; tale lacerazione dell’io causata da una parte del corpo che prende autonomia si ripercuote anche nella diversa nominazione che dà vita a una isotopia allucinatoria e angosciante. Gli incontri con visconti dimezzati anche nel nome (Calvino), macchine che duplicano gli esseri umani e i loro nomi (Primo Levi), revenant che si insinuano nell’anima di bambini (Savinio), sogni infantili che si materializzano per far riflettere sulle scelte compiute da adulti (Buzzati) propongono una congerie di nominazioni simili ma non uguali all’originale che danno vita a situazioni grottesche e angoscianti di fronte alle quali si resta smarriti e disorientati.

Il nome dell’avatar: la funzione del nome nel topos del doppio, 2014.

Il nome dell’avatar: la funzione del nome nel topos del doppio

ZANGRANDI, SILVIA TERESA
2014

Abstract

Fin dalle età più remote l’idea di uguale e diverso, metafora del doppio, è racchiusa nella mente dell’individuo e nelle letterature di ogni tempo e luogo si assiste a una pluralità di voci che tratta dell’altro da sé. Nel Novecento il tema del doppio è assunto come modalità per indagare la psiche umana, per studiare le lacerazioni interiori dell’uomo moderno, per studiare le smagliature della coscienza e per mostrare i diversi approcci che l’uomo può mettere in atto durante l’incontro con l’altro da sé. L'immaginario letterario della modernità offre quindi un vastissimo campionario di sdoppiamenti, sosia, figure intente a problematizzare l'unità psichica dell'individuo (con la scoperta della possibilità di clonazione il tema è di dirompente attualità). Tra le altre, spia del fraintendimento della realtà è l’uso dei nomi dei personaggi dei racconti che a volte si propongono identici, a volte danno vita a mutamenti tra l’originale e il suo avatar secondo modificazioni classificabili come addizione (la copia si distingue dall’originale per l’aggiunta di un numero), sostituzione (al nome vengono aggiunti parti del discorso che connotano la differenza tra le parti), trasformazione (la copia si distacca totalmente dall’originale tramite nome diverso). Sdoppiamenti, scissioni, trasformazioni della persona mettono in crisi l’idea unitaria dell’io; tale lacerazione dell’io causata da una parte del corpo che prende autonomia si ripercuote anche nella diversa nominazione che dà vita a una isotopia allucinatoria e angosciante. Gli incontri con visconti dimezzati anche nel nome (Calvino), macchine che duplicano gli esseri umani e i loro nomi (Primo Levi), revenant che si insinuano nell’anima di bambini (Savinio), sogni infantili che si materializzano per far riflettere sulle scelte compiute da adulti (Buzzati) propongono una congerie di nominazioni simili ma non uguali all’originale che danno vita a situazioni grottesche e angoscianti di fronte alle quali si resta smarriti e disorientati.
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Convegno internazionale di Onomastica & Letteratura
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