The analysis of the short story collection Il bar sotto il mare by Stefano Benni, which is characterized by its strong presence of fantastic elements, alludes to current problems and offers the possibility to verify the use of the Fantastic mode in our contemporary times. We are facing fantastic elements strongly linked to reality: both real characters and invented ones serve to Benni to harshly criticize the society where we live. In other words, the Fantastic literature for Benni represents a way to observe and criticize the spirit of our times. The study aims to examine the stories trying to classify them under the categories of marvellous, absurd, uncanny. Obviously it is difficult to fit some stories into a regular schedule, as they are often based not only on the oppositions natural/supernatural, reality/appearance, which are the basis of Fantastic literature, but also on the absurd as the hyperbolic, which is another face of the Fantastic.

La disamina della raccolta di racconti Il bar sotto il mare di Stefano Benni, che si caratterizza per la sua evidente carica fantastica che allude a problemi più che mai attuali e per la potenza del linguaggio scelto, offre la possibilità di verificare l’uso della modalità fantastica in tempi a noi contemporanei. Siamo di fronte a un fantastico saldamente ancorato al reale: sia i personaggi reali sia le figure di invenzione servono a Benni per criticare aspramente la società nella quale viviamo. In altri termini la letteratura fantastica rappresenta per Benni un modo per osservare e criticare lo spirito di questi tempi, mettendo a nudo i mostri che abitano la nostra epoca e facendo appello all’angoscia e all’inquietudine, componenti tipiche del fantastico novecentesco. Lo studio intende esaminare i racconti tentando di classificarli sotto le categorie del fantastico meraviglioso, del fantastico assurdo, del fantastico perturbante. Ovviamente è difficile far rientrare in uno schema prestabilito certi racconti, in quanto spesso si basano non tanto sulle opposizioni naturale/soprannaturale, veglia/sonno, realtà/apparenza, che stanno alla base dei testi considerati fantastici, quanto sull’assurdo e sull’iperbolico e questo momento assurdo e disorientante costituisce un’altra faccia del fantastico.

"Non so se mi crederete". Il fantastico contemporaneo di Il bar sotto il mare di Stefano Benni, 2013.

"Non so se mi crederete". Il fantastico contemporaneo di Il bar sotto il mare di Stefano Benni

ZANGRANDI, SILVIA TERESA
2013

Abstract

La disamina della raccolta di racconti Il bar sotto il mare di Stefano Benni, che si caratterizza per la sua evidente carica fantastica che allude a problemi più che mai attuali e per la potenza del linguaggio scelto, offre la possibilità di verificare l’uso della modalità fantastica in tempi a noi contemporanei. Siamo di fronte a un fantastico saldamente ancorato al reale: sia i personaggi reali sia le figure di invenzione servono a Benni per criticare aspramente la società nella quale viviamo. In altri termini la letteratura fantastica rappresenta per Benni un modo per osservare e criticare lo spirito di questi tempi, mettendo a nudo i mostri che abitano la nostra epoca e facendo appello all’angoscia e all’inquietudine, componenti tipiche del fantastico novecentesco. Lo studio intende esaminare i racconti tentando di classificarli sotto le categorie del fantastico meraviglioso, del fantastico assurdo, del fantastico perturbante. Ovviamente è difficile far rientrare in uno schema prestabilito certi racconti, in quanto spesso si basano non tanto sulle opposizioni naturale/soprannaturale, veglia/sonno, realtà/apparenza, che stanno alla base dei testi considerati fantastici, quanto sull’assurdo e sull’iperbolico e questo momento assurdo e disorientante costituisce un’altra faccia del fantastico.
Italiano
85
215
233
19
Italy
internazionale
esperti anonimi
A stampa
Settore L-FIL-LET/11 - Letteratura Italiana Contemporanea
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