This paper is concerned with the origin of the so-called Old High German primary umlaut. Even if this question has long been discussed, debate on this subject is still open. It seems however that scholars, though not agreeing with each other, mostly accept the standard theory’s assumption of the existence of two kinds of short “e” in Old High German, of which the one derived from an umlauted germ. /a/ is taken to be higher than the one derived directly from germ. /e/, usually denoted by <ë> in handbooks and grammars. While thinking that there is indeed no reason to doubt that German had at a certain time set up a phonological opposition between, respectively, [e] and [ε], the apparent phonetic paradox of the rise of the former and more closed vowel starting from an ancient very open [a] still remains: how could [a] develop into [e] without running across the [ε]? This paper gives a new phonetic solution to this problem, which is able to account for such enfants terribles as OHG thanchandi / thenkendi (<germ. *þankijanđ-), both found in the same manuscript.

Il tema di questo contributo riguarda l’origine del cosiddetto Umlaut primario antico alto tedesco. Per quanto l’argomento sia già stato discusso molte volte in passato, il dibattito in merito è tuttora aperto. Sembra comunque che gli studiosi, nonostante il loro reciproco disaccordo, abbiano per lo più accettato l’ipotesi tradizionale dell’esistenza originaria di due tipi di “e” in antico alto tedesco, delle quali quella originatasi da germ. /a/ per metafonia palatale è ritenuta essere una vocale più alta di quella direttamente derivata da germ. /e/; quest’ultima denotata solitamente nella manualistica da <ë>. Sebbene non vi siano ragioni valide per dubitare che la lingua tedesca, ad un certo momento della sua storia, abbia instaurato un sistema fonologico in cui le dette vocali erano in opposizione, realizzandosi rispettivamente come [e] ed [ɛ], rimane tuttavia inspiegato l’apparente paradosso fonetico dell’insorgere della più alta di esse a partire da un’originaria [a], vocale di massima apertura: com’è possibile infatti giungere dalla qualità articolatoria [a] a quella di [e] senza scontrarsi con [ɛ]? Questo breve articolo propone una nuova soluzione fonetica al problema, mediante la quale si potrà render conto di temuti ed incompresi enfants terribles del genere aat. thanchandi / thenkendi (<germ. *þankijanđ-), entrambi attestati nello stesso manoscritto.

Una nuova ipotesi fonetica sull'Umlaut primario di germ. */a/ in antico alto tedesco, 2003.

Una nuova ipotesi fonetica sull'Umlaut primario di germ. */a/ in antico alto tedesco

Panieri, Luca
2003

Abstract

Il tema di questo contributo riguarda l’origine del cosiddetto Umlaut primario antico alto tedesco. Per quanto l’argomento sia già stato discusso molte volte in passato, il dibattito in merito è tuttora aperto. Sembra comunque che gli studiosi, nonostante il loro reciproco disaccordo, abbiano per lo più accettato l’ipotesi tradizionale dell’esistenza originaria di due tipi di “e” in antico alto tedesco, delle quali quella originatasi da germ. /a/ per metafonia palatale è ritenuta essere una vocale più alta di quella direttamente derivata da germ. /e/; quest’ultima denotata solitamente nella manualistica da <ë>. Sebbene non vi siano ragioni valide per dubitare che la lingua tedesca, ad un certo momento della sua storia, abbia instaurato un sistema fonologico in cui le dette vocali erano in opposizione, realizzandosi rispettivamente come [e] ed [ɛ], rimane tuttavia inspiegato l’apparente paradosso fonetico dell’insorgere della più alta di esse a partire da un’originaria [a], vocale di massima apertura: com’è possibile infatti giungere dalla qualità articolatoria [a] a quella di [e] senza scontrarsi con [ɛ]? Questo breve articolo propone una nuova soluzione fonetica al problema, mediante la quale si potrà render conto di temuti ed incompresi enfants terribles del genere aat. thanchandi / thenkendi (
Italiano
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Italy
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Settore L-FIL-LET/15 - Filologia Germanica
Settore L-LIN/01 - Glottologia e Linguistica
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