Fantastic in this presentation has been posited as being the most appropriate key of interpretation of Centuria and the inventory of the creatures presented by Manganelli consequently sorted into four categories. This also proves how 20th century fantastic is wholly cerebral. The analysis of the creatures which make up the collection highlights two different attitudes. On the one hand, Manganelli recovers the most traditional fantastic traits in which nostalgia, typical of 20th century fantastic, echoes dismay and confusion. On the other hand, Manganelli reacts to the traditional repertoire, thwarts its terrifying aspects and mocks them by resorting to the absurd. As Manganelli admits, the linguistic field is directly linked with fantastic. For this reason, particular care has been given to the analysis of syntactic structure, which at times expands into paratactic forms, yet at times is made more complex by the use of hypotactic structures. The lexical field has also been given careful consideration since it highlights how the writer plays with words and creates boldly imaginative lexical items, a dazzling array of adjectives and a whole range of unexpected solutions.

Partendo dalla considerazione che il fantastico è la chiave di lettura più appropriata di questa raccolta, l’inventario degli esseri proposti dall’autore in Centuria è stato diviso in quattro categorie, a dimostrazione di come il fantastico del Novecento sia tutto cerebrale. La disamina delle creature che affollano la raccolta evidenzia da parte di Manganelli un duplice atteggiamento nei confronti di questo modo: uno che recupera il fantastico tout court, in cui la nostalgia per la tradizione serve per sollecitare smarrimento e disorientamento caratterizzanti il fantastico novecentesco, e uno che reagisce con il repertorio tradizionale, neutralizzandone gli effetti terrorizzanti, e che lo irride tramite l’artificio dell’assurdo. Il campo linguistico, per diretta ammissione dell’autore, è intimamente legato al fantastico: per questa ragione particolare cura è stata prestata alla tornitura sintattica, che ora si dilata in forme paratattiche ora si complica con costrutti ipotattici, e all’ambito lessicale, che evidenzia come lo scrittore giochi con le parole dando vita a elenchi arditi, ad accumuli inusuali di aggettivi e a tutta una congerie di soluzioni inaspettate.

La fantasticheria visionaria di Giorgio Manganelli in Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, 2008.

La fantasticheria visionaria di Giorgio Manganelli in Centuria. Cento piccoli romanzi fiume

ZANGRANDI, SILVIA TERESA
2008

Abstract

Partendo dalla considerazione che il fantastico è la chiave di lettura più appropriata di questa raccolta, l’inventario degli esseri proposti dall’autore in Centuria è stato diviso in quattro categorie, a dimostrazione di come il fantastico del Novecento sia tutto cerebrale. La disamina delle creature che affollano la raccolta evidenzia da parte di Manganelli un duplice atteggiamento nei confronti di questo modo: uno che recupera il fantastico tout court, in cui la nostalgia per la tradizione serve per sollecitare smarrimento e disorientamento caratterizzanti il fantastico novecentesco, e uno che reagisce con il repertorio tradizionale, neutralizzandone gli effetti terrorizzanti, e che lo irride tramite l’artificio dell’assurdo. Il campo linguistico, per diretta ammissione dell’autore, è intimamente legato al fantastico: per questa ragione particolare cura è stata prestata alla tornitura sintattica, che ora si dilata in forme paratattiche ora si complica con costrutti ipotattici, e all’ambito lessicale, che evidenzia come lo scrittore giochi con le parole dando vita a elenchi arditi, ad accumuli inusuali di aggettivi e a tutta una congerie di soluzioni inaspettate.
Italiano
15
2008
181
197
17
Spain
internazionale
A stampa
Settore L-FIL-LET/11 - Letteratura Italiana Contemporanea
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