L'articolo analizza lo spettacolo messo in scena nel 2002 da ATIR per la regia di Serena Sinigaglia tratto dal King Lear shakespeariano.Una coraggiosa regia al femminile: un Lear senza Lear, un Lear fatto di figli senza neanche un padre, di giovani senza neanche un vecchio; un Lear dove non ci sono celebrità, dove non c’è alcun potente, dove, a turno, gli attori indossano i panni del vecchio re interrogandosi sul proprio rapporto col padre e coi padri, con la vecchiaia e con il potere. Al di là dell’innato amore per il Bardo che la regista, poco più che trentenne, dimostra attraverso le proprie scelte artistiche, ciò che spinge la Sinigaglia ad affronatre la ‘monumentale’ tragedia shakespeariana sfidando coraggiosamente gran parte della tradizione teatrale che l’ha preceduta, è la propria vicenda personale. King Lear, tra le sue mani, diviene strumento per rappresentare quell’antica favola che padre e figlia, prima perduti e poi ritrovatisi, si propongono di raccontarsi nel luogo che, per definizione, rappresenta la libertà del loro spirito: il palcoscenico teatrale.

Tutto su mio padre, ovvero King Lear secondo l’ATIR di Serena Sinigaglia, 2006.

Tutto su mio padre, ovvero King Lear secondo l’ATIR di Serena Sinigaglia

Garavaglia, Valentina
2006

Abstract

L'articolo analizza lo spettacolo messo in scena nel 2002 da ATIR per la regia di Serena Sinigaglia tratto dal King Lear shakespeariano.Una coraggiosa regia al femminile: un Lear senza Lear, un Lear fatto di figli senza neanche un padre, di giovani senza neanche un vecchio; un Lear dove non ci sono celebrità, dove non c’è alcun potente, dove, a turno, gli attori indossano i panni del vecchio re interrogandosi sul proprio rapporto col padre e coi padri, con la vecchiaia e con il potere. Al di là dell’innato amore per il Bardo che la regista, poco più che trentenne, dimostra attraverso le proprie scelte artistiche, ciò che spinge la Sinigaglia ad affronatre la ‘monumentale’ tragedia shakespeariana sfidando coraggiosamente gran parte della tradizione teatrale che l’ha preceduta, è la propria vicenda personale. King Lear, tra le sue mani, diviene strumento per rappresentare quell’antica favola che padre e figlia, prima perduti e poi ritrovatisi, si propongono di raccontarsi nel luogo che, per definizione, rappresenta la libertà del loro spirito: il palcoscenico teatrale.
ita
TESS RIVISTA DI TEATRO E SPETTACOLO
6
161
181
21
IT
nazionale
comitato scientifico
STAMPA
Settore L-ART/05 - Discipline Dello Spettacolo
1
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10808/1317
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact