Il volume – organizzato in quattro capitoli – prende in esame la pittura paesaggistica americana del XIX secolo, ripercorrendo parallelamente le tappe del progressivo avanzamento della colonizzazione: dalle opere di Thomas Cole, padre della cosiddetta Hudson River School, alle spettacolari visioni dei territori dell’Ovest elaborate da Frederic Church e Albert Bierstadt, fino alla mitologizzazione cinematografica della Frontiera operata da John Ford, con la fissazione iconografica della Monumet Valley. L’analisi è condotta privilegiando il punto di vista dall’alto – definito dallo storico dell’arte Albert Boime “sguardo magistrale”. Il più tipico punto di vista dei paesaggisti americani tracciava, infatti, una linea di visione che da zone montuose o da altipiani abbraccia il panorama sottostante. Si tratta di una linea di visione mobile che struttura l’immagine in base allo sguardo dello spettatore, sia assumendone il punto di vista elevato, sia alludendovi con una figura staffetta, colta di spalle, che funziona da spettatore interno. Adottata da filosofi, letterati, poeti e pittori, che con le loro opere elaborarono una teoria del paesaggio e un canone iconografico specificatamente americano, questa prospettiva elevata tendeva sia a riflettere il problematico rapporto tra uomo e natura selvaggia, sia a scandire nel tempo il processo di conquista e civilizzazione del territorio. In Appendice (pp.197-240), il volume contiene un’analisi di "L’età dell'innocenza" (1993), film di Martin Scorsese, in cui si esaminano l’uso e la funzione dei quadri inseriti all’interno delle varie sezioni del film.

Traiettorie dello sguardo americano sul paesaggio : Dai pittori dell'Hudson River School alla Monument Valley di John Ford (con un'appendice su L'Età dell'innocenza di Martin Scorsese), 2008-09.

Traiettorie dello sguardo americano sul paesaggio : Dai pittori dell'Hudson River School alla Monument Valley di John Ford (con un'appendice su L'Età dell'innocenza di Martin Scorsese)

CAPANO, LEONARDO
2008-09

Abstract

Il volume – organizzato in quattro capitoli – prende in esame la pittura paesaggistica americana del XIX secolo, ripercorrendo parallelamente le tappe del progressivo avanzamento della colonizzazione: dalle opere di Thomas Cole, padre della cosiddetta Hudson River School, alle spettacolari visioni dei territori dell’Ovest elaborate da Frederic Church e Albert Bierstadt, fino alla mitologizzazione cinematografica della Frontiera operata da John Ford, con la fissazione iconografica della Monumet Valley. L’analisi è condotta privilegiando il punto di vista dall’alto – definito dallo storico dell’arte Albert Boime “sguardo magistrale”. Il più tipico punto di vista dei paesaggisti americani tracciava, infatti, una linea di visione che da zone montuose o da altipiani abbraccia il panorama sottostante. Si tratta di una linea di visione mobile che struttura l’immagine in base allo sguardo dello spettatore, sia assumendone il punto di vista elevato, sia alludendovi con una figura staffetta, colta di spalle, che funziona da spettatore interno. Adottata da filosofi, letterati, poeti e pittori, che con le loro opere elaborarono una teoria del paesaggio e un canone iconografico specificatamente americano, questa prospettiva elevata tendeva sia a riflettere il problematico rapporto tra uomo e natura selvaggia, sia a scandire nel tempo il processo di conquista e civilizzazione del territorio. In Appendice (pp.197-240), il volume contiene un’analisi di "L’età dell'innocenza" (1993), film di Martin Scorsese, in cui si esaminano l’uso e la funzione dei quadri inseriti all’interno delle varie sezioni del film.
Italiano
978-88-7695-387-3
978-88-7695-387-3
245
Italy
Milano
Arcipelago
A stampa
nazionale
sì, ma tipo non specificato
Settore L-ART/03 - Storia dell'Arte Contemporanea
1
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