Nel panorama della serialità contemporanea il teen drama rappresenta uno dei generi più longevi, amati e persistenti, capace di adattarsi alle trasformazioni estetiche, produttive e culturali degli scenari televisivi tradizionali e digitali. Da Beverly Hills, 90210 a Skam, passando per Dawson’s Creek, The O.C., Euphoria e Mare Fuori, queste narrazioni hanno accompagnato intere generazioni di spettatori, fungendo al tempo stesso da specchio e da laboratorio simbolico per la negoziazione dell’identità, delle relazioni e dei processi di crescita. Tuttavia, al di là della loro apparente immediatezza emotiva e dell’identificazione con l’esperienza adolescenziale, i teen drama rivelano un paradosso narrativo e strutturale raramente tematizzato: la quasi totalità di essi è scritta, prodotta e diretta da adulti, generando un’asimmetria di sguardo che apre interrogativi cruciali sulla costruzione dell’adolescenza come oggetto narrativo e culturale. Quale adolescenza viene rappresentata, e da chi? In che modo l’età giovanile, per definizione transitoria e instabile, viene tradotta in forma seriale da autori adulti che la osservano a distanza? Se si accetta questo paradosso, lo studio delle dinamiche narrative del teen drama trova nel concetto di nostalgia una chiave interpretativa centrale. In questo contesto, la capacità euristica della nostalgia si manifesta non solo e non tanto nella direzione di un’esperienza emotiva individuale, ma anche come costrutto culturale, intorno al quale può prendere forma la costruzione narrativa, estetica e simbolica delle rappresentazioni dell’adolescenza.
L'età ingrata. Teen drama e nostalgia, tra memoria e sguardi generazionali., 2025-12.
L'età ingrata. Teen drama e nostalgia, tra memoria e sguardi generazionali.
Daniela Cardini
2025-12-01
Abstract
Nel panorama della serialità contemporanea il teen drama rappresenta uno dei generi più longevi, amati e persistenti, capace di adattarsi alle trasformazioni estetiche, produttive e culturali degli scenari televisivi tradizionali e digitali. Da Beverly Hills, 90210 a Skam, passando per Dawson’s Creek, The O.C., Euphoria e Mare Fuori, queste narrazioni hanno accompagnato intere generazioni di spettatori, fungendo al tempo stesso da specchio e da laboratorio simbolico per la negoziazione dell’identità, delle relazioni e dei processi di crescita. Tuttavia, al di là della loro apparente immediatezza emotiva e dell’identificazione con l’esperienza adolescenziale, i teen drama rivelano un paradosso narrativo e strutturale raramente tematizzato: la quasi totalità di essi è scritta, prodotta e diretta da adulti, generando un’asimmetria di sguardo che apre interrogativi cruciali sulla costruzione dell’adolescenza come oggetto narrativo e culturale. Quale adolescenza viene rappresentata, e da chi? In che modo l’età giovanile, per definizione transitoria e instabile, viene tradotta in forma seriale da autori adulti che la osservano a distanza? Se si accetta questo paradosso, lo studio delle dinamiche narrative del teen drama trova nel concetto di nostalgia una chiave interpretativa centrale. In questo contesto, la capacità euristica della nostalgia si manifesta non solo e non tanto nella direzione di un’esperienza emotiva individuale, ma anche come costrutto culturale, intorno al quale può prendere forma la costruzione narrativa, estetica e simbolica delle rappresentazioni dell’adolescenza.| File | Dimensione | Formato | |
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