Ne La terra e le rêveries della volontà Bachelard mostra in azione una “volontà di vedere” che spinge il rêveur a penetrare violentemente nelle profondità ctonie per cogliere l’intimità della sostanza. Si tratta di un atto di forza, di una scopofilia violenta che, rispondendo alla provocazione della materia terrestre, secondo una dialettica del contro, produce un attacco al mondo resistente della terrestrità nel tentativo di instaurare un “vedere prima della visione”. In questo senso è la passività della visione (percettiva) ad essere rifuggita a favore di un altro modo di vedere, maggiormente consapevole, che le immagini mostrano e nascondono nello stesso tempo. Questa voyance si realizza nell’incontro della vista con la mano, instaurando una corrispondenza di ciò che si tocca con ciò che si vede. La vista assume i connotati di un “tatto metafisico”. Si aprono allora le condizioni per l’elaborazione di un’estetica tattile che trova il suo centro in quelle che Bachelard definisce “immagini manuali”.

Gaston Bachelard e l'estetica tattile: poesia della mano e resistenza della materia, 2012-11.

Gaston Bachelard e l'estetica tattile: poesia della mano e resistenza della materia

Boccali, Renato
2012-11

Abstract

Ne La terra e le rêveries della volontà Bachelard mostra in azione una “volontà di vedere” che spinge il rêveur a penetrare violentemente nelle profondità ctonie per cogliere l’intimità della sostanza. Si tratta di un atto di forza, di una scopofilia violenta che, rispondendo alla provocazione della materia terrestre, secondo una dialettica del contro, produce un attacco al mondo resistente della terrestrità nel tentativo di instaurare un “vedere prima della visione”. In questo senso è la passività della visione (percettiva) ad essere rifuggita a favore di un altro modo di vedere, maggiormente consapevole, che le immagini mostrano e nascondono nello stesso tempo. Questa voyance si realizza nell’incontro della vista con la mano, instaurando una corrispondenza di ciò che si tocca con ciò che si vede. La vista assume i connotati di un “tatto metafisico”. Si aprono allora le condizioni per l’elaborazione di un’estetica tattile che trova il suo centro in quelle che Bachelard definisce “immagini manuali”.
Italiano
Bonicalzi, F.; Mottana, P.; Vinti, C.; Wunenburger, J.
181
192
12
978-88-7018-877-6
Italy
Genova
comitato scientifico
nazionale
A stampa
Settore M-FIL/04 - Estetica
1
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