L'esperienza della perdita del senso e dell'indicibilità dell'essere si impongono alla sensibilità poetica di Bonnefoy che tende a disporsi sulla soglia, in un non-luogo in cui l'istante può ancora manifestare la pienezza della luce. La poesia produce allora una presenza opaca e fuggevole, che il linguaggio carico di immagini riesce a far intuire conducendoci verso la sostanza intima delle cose, nella loro più propria densità. Così le parole scardinano il sistema chiuso della lingua, consumando le scorie d'apparenza e i concetti cristallizzati.

La parola che grida nell'assenza: Yves Bonnefoy e l'epifania della luce, 2002.

La parola che grida nell'assenza: Yves Bonnefoy e l'epifania della luce

Boccali, Renato
2002

Abstract

L'esperienza della perdita del senso e dell'indicibilità dell'essere si impongono alla sensibilità poetica di Bonnefoy che tende a disporsi sulla soglia, in un non-luogo in cui l'istante può ancora manifestare la pienezza della luce. La poesia produce allora una presenza opaca e fuggevole, che il linguaggio carico di immagini riesce a far intuire conducendoci verso la sostanza intima delle cose, nella loro più propria densità. Così le parole scardinano il sistema chiuso della lingua, consumando le scorie d'apparenza e i concetti cristallizzati.
Italiano
Andrea Fioravanti, Renato Boccali, Gaetano Saccoccio
201
206
6
88-8421-054-2
Italy
Roma
nazionale
A stampa
Settore M-FIL/04 - Estetica
Settore L-FIL-LET/14 - Critica Letteraria e Letterature Comparate
1
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