Esiste un “romanzo futurista”? Il presente lavoro intende rispondere a tale domanda più volte formulata in sede critica, attraverso una ricognizione della forma romanzo nel futurismo (1909-1944), sia in termini teorici sia di effettiva produzione letteraria. L’analisi conta altresì di mettere in discussione gli assunti più comuni sui rapporti avanguardia-pubblico. La tesi si compone idealmente di tre parti. La prima (cap. 1) è dedicata alla ricostruzione del dibattito del movimento intorno alla forma romanzo, tramite lo spoglio di manifesti, riviste, documenti teorici. Segue una contestualizzazione della narrativa del futurismo nel sistema editoriale italiano della prima metà del Novecento. La seconda parte della tesi (capp. 2-4) prevede l’analisi di un corpus di circa venti romanzi. Muovendo dalle teorie di Vittorio Spinazzola sulla funzionalità dell’opera letteraria in base alle fasce di lettori destinatari, i testi sono suddivisi in tre gruppi: romanzi sperimentali, istituzionali, di consumo. A ciascuno è dedicato un capitolo. La trattazione procede per sottocategorie desunte in base a elementi formali ricorrenti (tipografia futurista, sintesi) o generi letterari (erotismo, fantascienza). La successione dei capitoli e dei relativi paragrafi traccia, in tal modo, un percorso dai romanzi più sperimentali a quelli più accessibili (dalla contaminazione verbovisiva al romanzo d’appendice). L’ultima parte del progetto (cap. 5), oltre a rispondere alla domanda di partenza, si presenta come un tentativo di sistemazione dell’oggetto di indagine nel panorama italiano ed europeo. Chiude la tesi un’appendice bibliografico-documentaria, con l’obiettivo di fornire alla comunità accademica ulteriori strumenti per proseguire gli studi in un campo ancora da approfondire.

I romanzi del futurismo. L’avanguardia per tutti

PERNICE, VINCENZO
2022-03-25T00:00:00+01:00

Abstract

Esiste un “romanzo futurista”? Il presente lavoro intende rispondere a tale domanda più volte formulata in sede critica, attraverso una ricognizione della forma romanzo nel futurismo (1909-1944), sia in termini teorici sia di effettiva produzione letteraria. L’analisi conta altresì di mettere in discussione gli assunti più comuni sui rapporti avanguardia-pubblico. La tesi si compone idealmente di tre parti. La prima (cap. 1) è dedicata alla ricostruzione del dibattito del movimento intorno alla forma romanzo, tramite lo spoglio di manifesti, riviste, documenti teorici. Segue una contestualizzazione della narrativa del futurismo nel sistema editoriale italiano della prima metà del Novecento. La seconda parte della tesi (capp. 2-4) prevede l’analisi di un corpus di circa venti romanzi. Muovendo dalle teorie di Vittorio Spinazzola sulla funzionalità dell’opera letteraria in base alle fasce di lettori destinatari, i testi sono suddivisi in tre gruppi: romanzi sperimentali, istituzionali, di consumo. A ciascuno è dedicato un capitolo. La trattazione procede per sottocategorie desunte in base a elementi formali ricorrenti (tipografia futurista, sintesi) o generi letterari (erotismo, fantascienza). La successione dei capitoli e dei relativi paragrafi traccia, in tal modo, un percorso dai romanzi più sperimentali a quelli più accessibili (dalla contaminazione verbovisiva al romanzo d’appendice). L’ultima parte del progetto (cap. 5), oltre a rispondere alla domanda di partenza, si presenta come un tentativo di sistemazione dell’oggetto di indagine nel panorama italiano ed europeo. Chiude la tesi un’appendice bibliografico-documentaria, con l’obiettivo di fornire alla comunità accademica ulteriori strumenti per proseguire gli studi in un campo ancora da approfondire.
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