“Pensare il pensiero”: è quello che David Hume suggerisce alla protagonista della Lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini. Che cosa fa il filosofo dentro il romanzo? Si può raccontare Hume leggendo la Lunga vita, e la Lunga Vita leggendo Hume? Il saggio, seguito da un Dialogo con Dacia Maraini, cerca di rispondere a queste domande lasciandosi guidare dalle coincidenze, come se le vite di entrambi fossero intrecciate da un obiettivo comune: liberarsi dalle superstizioni ereditarie. Marianna legge e rilegge il Trattato sulla natura umana ed entra nel ritmo di un’intelligenza diversa. Usa il Trattato come una scala per salire più in alto, seguendo la guida di un pensiero radicale e preciso. Arrivata alla cima, non ne ha più bisogno e, come una scettica antica, può lasciarla cadere: ha conquistato la sua libertà. Così, il saggio prova a ricostruire i motivi per i quali Hume e il suo Trattato possano avere svolto un ruolo tanto importante in uno dei romanzi (storici) italiani ambientati nel Settecento più venduti e tradotti, e a individuarne le fonti nella vita e negli scritti di Hume, a partire dalle numerose citazioni del Trattato che Marianna legge e rilegge nel corso del romanzo, e dal ritratto di Hume, che probabilmente riproduce un dipinto di Allan Ramsay del 1754 e che Marianna contempla come se potesse indicarle la strada dell'emancipazione e dell'accettazione delle passioni; perché "la ragione -- recitava il Trattato -- è e deve soltanto essere la schiava delle passioni".

Pensare il pensiero: Marianna Ucrìa e il signor Hume. Seguito da “Un dialogo” di Dacia Maraini, 2021.

Pensare il pensiero: Marianna Ucrìa e il signor Hume. Seguito da “Un dialogo” di Dacia Maraini

Mazza, Emilio
2021

Abstract

“Pensare il pensiero”: è quello che David Hume suggerisce alla protagonista della Lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini. Che cosa fa il filosofo dentro il romanzo? Si può raccontare Hume leggendo la Lunga vita, e la Lunga Vita leggendo Hume? Il saggio, seguito da un Dialogo con Dacia Maraini, cerca di rispondere a queste domande lasciandosi guidare dalle coincidenze, come se le vite di entrambi fossero intrecciate da un obiettivo comune: liberarsi dalle superstizioni ereditarie. Marianna legge e rilegge il Trattato sulla natura umana ed entra nel ritmo di un’intelligenza diversa. Usa il Trattato come una scala per salire più in alto, seguendo la guida di un pensiero radicale e preciso. Arrivata alla cima, non ne ha più bisogno e, come una scettica antica, può lasciarla cadere: ha conquistato la sua libertà. Così, il saggio prova a ricostruire i motivi per i quali Hume e il suo Trattato possano avere svolto un ruolo tanto importante in uno dei romanzi (storici) italiani ambientati nel Settecento più venduti e tradotti, e a individuarne le fonti nella vita e negli scritti di Hume, a partire dalle numerose citazioni del Trattato che Marianna legge e rilegge nel corso del romanzo, e dal ritratto di Hume, che probabilmente riproduce un dipinto di Allan Ramsay del 1754 e che Marianna contempla come se potesse indicarle la strada dell'emancipazione e dell'accettazione delle passioni; perché "la ragione -- recitava il Trattato -- è e deve soltanto essere la schiava delle passioni".
Italiano
9788857581910
158
5
Italy
Milano, Udine
Mimesis
A stampa
nazionale
comitato scientifico
Settore M-FIL/06 - Storia della Filosofia
1
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