The chapter explains the didactic method developed by the author to transmit a decent listening competence on twentieth century and contemporary music to university students who do not have musical or musicological training nor intend to acquire it. Divergent requirements are to be matched: on the one hand, the goal is to introduce the students also to music styles and genres that are totally alien to them (e.g. the extreme fringes of the post-tonal repertoire); on the other hand, the need is to start from their actual starting point (on average, a disorderly reception of the very latest popular music), and accompany them towards the alien and difficult repertoire keeping them tightly by hand, otherwise, also because of the brevity of the courses that last a university semester, they lose contact. Music theory, as it is traditionally taught in Italian conservatoires and universities, is not the most profitable tool for this path. Rather, it is better to start from the perceptual bases (the elementary dimensions of sound) and the generally logical ones (for example, the categories of equality, difference, similarity) and from there, always remaining anchored to the listening experience, gradually consider more complex and specific musical categories. The chapter then goes on to illustrate the typical syllabus of a university course conceived according to the aforementioned principles: the first part regarding music theory, starting from the elementary dimensions of sound up to the integrated multidimensional systems (e.g. tonality); and the second part regarding history, from the dissolution of tonality to the post-serial movements. The author assumes that this didactic method can be effectively adopted even in high school. Moreover, starting from the music of their time is often the most propitious path for the students to approach even the pre-twentieth-century repertoire; and the broad-ranging bases of the method make it possible to apply it to any kind of music (including extra-academic and extra-European genres and styles) in an intercultural perspective, as well as to audiovisual formats.

Il capitolo espone il metodo didattico sviluppato dall’autore per trasmettere una decente competenza sulla musica del Novecento e contemporanea a studenti universitari che non hanno una formazione musicale o musicologica né intendono acquisirla. Il metodo contempera esigenze differenti: da una parte l'obbiettivo è iniziare gli studenti anche a musiche per loro totalmente aliene (come le frange estreme del repertorio postonale); dall'altra occorre partire dal loro punto di partenza effettivo, mediamente di ascoltatori disordinati di musica popular dell'ultim'ora, e accompagnarli verso il repertorio alieno e difficile tenendoli strettamente per mano, altrimenti, anche a causa della brevità dei corsi che durano un semestre universitario, li si perde. La teoria musicale com'è insegnata tradizionalmente in Italia in conservatorio e nell'università non è lo strumento più proficuo per questo percorso. Conviene piuttosto partire dalle basi percettive (le dimensioni elementari del suono) e generalmente logiche (ad es. le categorie di uguaglianza, differenza, somiglianza) e da lì, rimanendo sempre ancorati all'esperienza d'ascolto, considerare categorie musicali via via più complesse e specifiche. Il capitolo prosegue dunque illustrando il programma tipico di un corso universitario concepito secondo i suddetti principi: la prima parte teorica, a partire dalle dimensioni elementari del suono fino ai sistemi integrati multidimensionali (modali, tonali, post-tonali); la seconda parte storica, dalla dissoluzione della tonalità ai movimenti post-seriali. L'autore ritiene che il metodo didattico descritto possa essere adottato con efficacia anche nella scuola superiore. Inoltre, partire dalle musiche del loro tempo è spesso l'itinerario più propizio affinché gli studenti si avvicinino anche al repertorio pre-novecentesco; e le basi trasversali del metodo ne rendono possibile l'applicazione a qualsiasi tipo di musica (compresi i generi e stili extra-accademici ed extraeuropei), in ottica interculturale, nonché ai formati audiovisivi.

Su un metodo d’insegnamento della musica contemporanea per studenti non futuri musicisti né musicologi, 2019.

Su un metodo d’insegnamento della musica contemporanea per studenti non futuri musicisti né musicologi

Lombardi Vallauri, Stefano
2019

Abstract

Il capitolo espone il metodo didattico sviluppato dall’autore per trasmettere una decente competenza sulla musica del Novecento e contemporanea a studenti universitari che non hanno una formazione musicale o musicologica né intendono acquisirla. Il metodo contempera esigenze differenti: da una parte l'obbiettivo è iniziare gli studenti anche a musiche per loro totalmente aliene (come le frange estreme del repertorio postonale); dall'altra occorre partire dal loro punto di partenza effettivo, mediamente di ascoltatori disordinati di musica popular dell'ultim'ora, e accompagnarli verso il repertorio alieno e difficile tenendoli strettamente per mano, altrimenti, anche a causa della brevità dei corsi che durano un semestre universitario, li si perde. La teoria musicale com'è insegnata tradizionalmente in Italia in conservatorio e nell'università non è lo strumento più proficuo per questo percorso. Conviene piuttosto partire dalle basi percettive (le dimensioni elementari del suono) e generalmente logiche (ad es. le categorie di uguaglianza, differenza, somiglianza) e da lì, rimanendo sempre ancorati all'esperienza d'ascolto, considerare categorie musicali via via più complesse e specifiche. Il capitolo prosegue dunque illustrando il programma tipico di un corso universitario concepito secondo i suddetti principi: la prima parte teorica, a partire dalle dimensioni elementari del suono fino ai sistemi integrati multidimensionali (modali, tonali, post-tonali); la seconda parte storica, dalla dissoluzione della tonalità ai movimenti post-seriali. L'autore ritiene che il metodo didattico descritto possa essere adottato con efficacia anche nella scuola superiore. Inoltre, partire dalle musiche del loro tempo è spesso l'itinerario più propizio affinché gli studenti si avvicinino anche al repertorio pre-novecentesco; e le basi trasversali del metodo ne rendono possibile l'applicazione a qualsiasi tipo di musica (compresi i generi e stili extra-accademici ed extraeuropei), in ottica interculturale, nonché ai formati audiovisivi.
ita
http://ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/389
Somigli, Paolo
La musica del Novecento: una risorsa per la scuola: proposte operative, teorie, riflessioni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10808/28863
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