Il saggio rilegge la commedia italiana della seconda metà degli anni Cinquanta come una sorta di antiepopea del fallimento e dello scacco. Da Poveri ma belli (1956) a I soliti ignoti (1958), la commedia disegna l’inettitudine del personaggio-tipo, quasi sempre alle prese con una sorta di grottesca “eterogenesi dei fini”. Nella forma simbolica dell’inettitudine comica si esprimono il disagio e la difficoltà dell’italiano-tipo nel gestire il proprio rapporto con la modernità e con la nascente società dei consumi.

Forme, motivi e funzioni della commedia, 2004.

Forme, motivi e funzioni della commedia

Canova, Gianni
2004

Abstract

Il saggio rilegge la commedia italiana della seconda metà degli anni Cinquanta come una sorta di antiepopea del fallimento e dello scacco. Da Poveri ma belli (1956) a I soliti ignoti (1958), la commedia disegna l’inettitudine del personaggio-tipo, quasi sempre alle prese con una sorta di grottesca “eterogenesi dei fini”. Nella forma simbolica dell’inettitudine comica si esprimono il disagio e la difficoltà dell’italiano-tipo nel gestire il proprio rapporto con la modernità e con la nascente società dei consumi.
ita
Bernardi, Sandro
Storia del cinema italiano : 1954-1959
IX
98
110
13
88-317-8434-X
IT
Venezia-Roma
comitato scientifico
nazionale
STAMPA
Settore L-ART/06 - Cinema, Fotografia e Televisione
Membri del comitato scientifico: Lino Micciché; Adriano Aprà; Mino Argentieri; Francesco Casetti; Antonio Costa; Lorenzo Cuccu; Alberto Farassino; Gianni Rondolino; Giorgio Tinazzi; Bruno Torri
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