Il libro vuole ripercorrere alcune parole chiave quali diritto al cibo, sovranità e democrazia alimentare, protezione dell’ambiente, della biodiversità, della diversità culturale, valorizzazione delle comunità e dei territori, stili di vita e resilienza individuale e comunitaria per facilitare una loro comprensione e, soprattutto, delineare alcune delle politiche e delle pratiche che si impongono per vincere la sfida della sufficiente e buona alimentazione per tutti gli essere umani, da garantire in uno con la certezza della democrazia alimentare, della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Dove l’impegno locale è globale, l’impegno di ognuno è per tutti, per l’oggi e per il domani. Il testo si articola in quattro capitoli. Il primo mette al centro il diritto al cibo, introducendo i concetti di sovranità e di democrazia alimentare, partendo dal legame uomo, territorio, cibo, agricoltura e fornendo un puntuale quadro dell’attuale paradosso alimentare descritto da una realtà in cui fame e danni causati da un’alimentazione eccessiva e disordinata vanno a costituire i due estremi, opposti, dell’attuale problema della sicurezza e salubrità alimentare. Il secondo capitolo, individuando la fame quale principale indicatore degli squilibri planetari, si sofferma sulle molteplici cause dell’insicurezza alimentare. In esso vengono proposte le tematiche che ne alimentano il dibattito, come la questione degli agrocarburanti, il legame derrate alimentari e finanza, lo sperpero alimentare, le politiche e gli strumenti per il supporto dell’agricoltura contadino-familiare. Nel terzo capitolo si propone la questione dei cambiamenti climatici attraverso l’analisi di uno specifico contesto: quello dei Small Islands Developing States –SIDs. I piccoli stati insulari sono tra le realtà territoriali in cui oggi si manifesta la massima evidenza delle conseguenze dei cambiamenti climatici e gli impatti a livello locale di comportamenti sovranazionali. Nello specifico le conseguenze più inquietanti dell’innalzamento del livello del mare e delle tre grandi minacce che gravano sugli oceani del pianeta e sulla sicurezza alimentare: l’eccessivo sfruttamento ittico, la distruzione dell’habitat naturale e l’inquinamento. La conseguente perdita per sommersione di terre coltivabili e di superfici abitate dalle popolazioni locali, la progressiva salinizzazione delle terre adibite a coltivazioni agricole e alimentari, la diminuzione della fertilità dei suoli, la crescente insicurezza alimentare e la minaccia alla ricca biodiversità locale sono già oggi, in queste aree del pianeta, tra le ragioni della dislocazione di ingenti percentuali di popolazione. Ed è proprio quest’ultimo fenomeno, quello dei migranti ambientali, a essere trattato nel quarto capitolo. Fenomeno allarmante, non solo perché in crescita - la previsione è che su scala mondiale i cambiamenti climatici saranno la causa della moltiplicazione da due a cinque volte il numero dei migranti da qui al 2050, costringendo ad inventare rapporti diversi alle frontiere e nuove forme di cittadinanza – ma anche perché ancora oggi non vi è un corpus legislativo specifico che vada a tutelarne i diritti (Raisson, 2012; Ipcc, 2014). L’ultima parte del quarto capitolo è infine dedicata all’approfondimento del concetto-paradigma della resilienza, che rimanda a capacità di reazione e di risposta, individuale e comunitaria, a una serie di shock e fattori di stress e che costituisce uno dei più interessanti e attuali approcci per affrontare le problematiche dei Paesi che sperimentano disordini sociali e politici o che sono costantemente esposti a catastrofi naturali e a quelle causate dall’uomo. A chiusura del volume vengono proposti due documenti, il "Final report: The transformative potential of the right to food”, Report of the Special Rapporteur on the right to food, Olivier De Schutter al UN Human Rights Council (gennaio 2014) e le Raccomandazioni CISDE/FOCISV, “Agricoltura: dal problema alla soluzione. Ottenere il diritto all’alimentazione in un mondo influenzato dal clima” (ottobre 2012) che, presentati nella loro versione integrale, vanno a costituire un punto di riferimento fondamentale per tutti, dai governi alle ong, dai manager di industria ai sindacati, dai produttori ai consumatori finali.

La sfida del cibo: alimentazione, cultura e territorio, 2014-09.

La sfida del cibo: alimentazione, cultura e territorio

Ghiringhelli, Barbara
2014

Abstract

Il libro vuole ripercorrere alcune parole chiave quali diritto al cibo, sovranità e democrazia alimentare, protezione dell’ambiente, della biodiversità, della diversità culturale, valorizzazione delle comunità e dei territori, stili di vita e resilienza individuale e comunitaria per facilitare una loro comprensione e, soprattutto, delineare alcune delle politiche e delle pratiche che si impongono per vincere la sfida della sufficiente e buona alimentazione per tutti gli essere umani, da garantire in uno con la certezza della democrazia alimentare, della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Dove l’impegno locale è globale, l’impegno di ognuno è per tutti, per l’oggi e per il domani. Il testo si articola in quattro capitoli. Il primo mette al centro il diritto al cibo, introducendo i concetti di sovranità e di democrazia alimentare, partendo dal legame uomo, territorio, cibo, agricoltura e fornendo un puntuale quadro dell’attuale paradosso alimentare descritto da una realtà in cui fame e danni causati da un’alimentazione eccessiva e disordinata vanno a costituire i due estremi, opposti, dell’attuale problema della sicurezza e salubrità alimentare. Il secondo capitolo, individuando la fame quale principale indicatore degli squilibri planetari, si sofferma sulle molteplici cause dell’insicurezza alimentare. In esso vengono proposte le tematiche che ne alimentano il dibattito, come la questione degli agrocarburanti, il legame derrate alimentari e finanza, lo sperpero alimentare, le politiche e gli strumenti per il supporto dell’agricoltura contadino-familiare. Nel terzo capitolo si propone la questione dei cambiamenti climatici attraverso l’analisi di uno specifico contesto: quello dei Small Islands Developing States –SIDs. I piccoli stati insulari sono tra le realtà territoriali in cui oggi si manifesta la massima evidenza delle conseguenze dei cambiamenti climatici e gli impatti a livello locale di comportamenti sovranazionali. Nello specifico le conseguenze più inquietanti dell’innalzamento del livello del mare e delle tre grandi minacce che gravano sugli oceani del pianeta e sulla sicurezza alimentare: l’eccessivo sfruttamento ittico, la distruzione dell’habitat naturale e l’inquinamento. La conseguente perdita per sommersione di terre coltivabili e di superfici abitate dalle popolazioni locali, la progressiva salinizzazione delle terre adibite a coltivazioni agricole e alimentari, la diminuzione della fertilità dei suoli, la crescente insicurezza alimentare e la minaccia alla ricca biodiversità locale sono già oggi, in queste aree del pianeta, tra le ragioni della dislocazione di ingenti percentuali di popolazione. Ed è proprio quest’ultimo fenomeno, quello dei migranti ambientali, a essere trattato nel quarto capitolo. Fenomeno allarmante, non solo perché in crescita - la previsione è che su scala mondiale i cambiamenti climatici saranno la causa della moltiplicazione da due a cinque volte il numero dei migranti da qui al 2050, costringendo ad inventare rapporti diversi alle frontiere e nuove forme di cittadinanza – ma anche perché ancora oggi non vi è un corpus legislativo specifico che vada a tutelarne i diritti (Raisson, 2012; Ipcc, 2014). L’ultima parte del quarto capitolo è infine dedicata all’approfondimento del concetto-paradigma della resilienza, che rimanda a capacità di reazione e di risposta, individuale e comunitaria, a una serie di shock e fattori di stress e che costituisce uno dei più interessanti e attuali approcci per affrontare le problematiche dei Paesi che sperimentano disordini sociali e politici o che sono costantemente esposti a catastrofi naturali e a quelle causate dall’uomo. A chiusura del volume vengono proposti due documenti, il "Final report: The transformative potential of the right to food”, Report of the Special Rapporteur on the right to food, Olivier De Schutter al UN Human Rights Council (gennaio 2014) e le Raccomandazioni CISDE/FOCISV, “Agricoltura: dal problema alla soluzione. Ottenere il diritto all’alimentazione in un mondo influenzato dal clima” (ottobre 2012) che, presentati nella loro versione integrale, vanno a costituire un punto di riferimento fondamentale per tutti, dai governi alle ong, dai manager di industria ai sindacati, dai produttori ai consumatori finali.
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9788843074754
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Settore M-DEA/01 - Discipline Demoetnoantropologiche
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10808/10813
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